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Iter da seguire per esercitare la professione di fabbro

Il mestiere del fabbro necessita manualità e tanta precisione. E’ una professione antichissima, tramandata di generazione in generazione ma che oggigiorno sta scomparendo. Questo non significa che non ci siano più persone interessate a questa professione. Quello che più contraddistingue questo lavoro è rappresentato dal fatto che non può essere replicato con facilità attraverso i processi industriali. Ciò perché è spesso il cliente a richiedere delle finiture particolari e quindi davvero uniche poiché lavora come si faceva un tempo, ovvero con incudine e martello. Ma qual è il percorso che bisogna intraprendere per diventare fabbri?

Se si vuole esercitare l’antico mestiere del fabbro, è importante apprendere i fondamenti di questa professione. Come prima cosa è necessario iscriversi ad un corso professionalizzante per conseguire il diploma che abiliti all’esercizio dell’attività. Per conoscere la scuola più vicina alla propria zona di residenza, bisogna consultare l’Ufficio regionale del lavoro o l’Ente locale della propria città. I corsi di questo tipo impongono una frequenza obbligatoria e prevedono sia sessioni teoriche che pratiche. La loro durata è di solito triennale e al termine è previsto un esame finale. Dopo aver superato l’esame, è possibile proseguire gli studi e specializzarsi in alcuni settori come ad esempio in forgiatura o saldatura.

Una volta ottenuto il diploma bisogna mettere in pratica tutti gli insegnamenti acquisiti. E’ quindi fondamentale in questa fase, cercare un fabbro che sia disposto a elargire la sua conoscenza ed esperienza al servizio altrui, magari insegnando eventuali trucchi del mestiere. Il tirocinio presso il fabbro ha durata annuale o biennale e una volta terminato, bisogna fare una scelta: continuare a lavorare per la figura senior o mettersi in proprio. Se si opta per quest’ultimo caso, è necessario aprire una partita IVA e iscriversi alla Camera di Commercio. In un secondo momento bisogna individuare il luogo in cui aprire la propria attività. E’ dunque necessario avere a disposizione un locale abbastanza grande in quanto gli attrezzi necessari per il lavoro sono tanti e molto ingombranti.

A cura di Abies Multiservice

La manutenzione quotidiana della caldaia

Molti manuntentori e proprietari di case utilizzano liste di controllo per la manutenzione della caldaia per rafforzare la longevità del sistema di riscaldamento dell’edificio. Bisogna assicurarsi della corretta manutenzione delle caldaie, in modo che influisca il più possibile sull’affidabilità.

La conduzione di controlli regolari riduce anche i costi operativi e di energia, aumenta la durata delle apparecchiature e migliora la sicurezza.

Non si deve aspettare che l’ispezione annuale cominci. È possibile utilizzare una checklist per la manutenzione della caldaia quotidiana, mensile e periodica per assicurare che le apparecchiature eseguano il proprio lavoro nel modo più efficiente possibile. È anche importante che la vostra caldaia sia ispezionata almeno una volta all’anno o all’avvio da un tecnico certificato, come quelli di Emmetre Clima Service specializzati nell’ assistenza caldaie bergamo.

Nel frattempo, utilizzare la seguente lista di controllo della manutenzione quotidiana della caldaia come guida generale per la manutenzione preventiva.

Lista di controllo quotidiano di manutenzione della caldaia
Quando si tratta di manutenzione delle caldaie, sono le piccole cose che contano. Mentre la maggior parte delle persone pensa che la manutenzione della caldaia sia da eseguire volta al mese o due volte l’anno, è possibile utilizzare ogni giorno la lista di manutenzione quotidiana della caldaia per ottenere il massimo dalla propria attrezzatura, vediamo cosa fare:

– Ispezionare attorno e sotto l’attrezzatura della caldaia per verificare se ci sono perdite d’acqua.
– Assicurarsi che l’area attorno alla caldaia sia libera e priva di materiali che possono causare ostruzione.
– Controllare le letture di temperatura e / o le letture di pressione per assicurarsi che tutti i valori siano ottimali.
– Guardare attentamente per eventuali codici di errore o codici di servizio sul pannello di visualizzazione, se del tutto applicabile.
– Se si notano codici di errore, annotarli e consegnarli al contraente del servizio.
– Assicurarsi che la terminazione dello sfiato non sia ostruita o bloccata con detriti, ghiaccio o neve.
– Ispezionare l’apertura dell’aria di combustione per i blocchi.
– Ascoltare da vicino le vibrazioni oi rumori insoliti della strumentazione.

Oltre alla lista di controllo quotidiano di manutenzione della caldaia, è possibile effettuare una visita più intensiva una volta al mese. Meglio però affidarsi in questo caso a personale specializzato.

Come pulire un pavimento in legno o in parquet.

I pavimenti in legno o in parquet sono decisamente delicati.

Per effettuarne la pulizia si dovrà quindi prestare attenzione al fine di evitare di arrecar danno al nobile materiale di cui sono fatti. Il legno infatti rischia di rovinarsi facilmente a causa di un eccessivo contatto con l’acqua o con sostanze aggressive, meglio un pavimento sporco che un pavimento rovinato!

In questo breve articolo vedremo come prenderci cura dei nostri pavimenti in legno o in parquet.

La prima pulizia dei pavimenti in legno padova deve esser effettuata con un panno in microfibra, che risulta molto morbido e quindi adatto a questo compito. Esso dovrà esser inumidito in modo da raccoglier su di se tutte le impurità che si possono esser adagiate a terra, quali la polvere.

Una volta pulita la superficie si potrà procedere alla reale manutenzione del nostro legno attraverso specifici olii essenziali che ridoneranno corpo ed elasticità a questo materiale.

Anche l’olio, si prenda nota, non dovrà esser usato al naturale, ma dovrà esser diluito in acqua come nelle descrizioni del prodotto che si andrà ad usare.

Per una pulizia più approfondita si consiglia di usare il sapone di marsiglia che dovrà esser disciolto in acqua. Regola aurea, in campo di pavimenti legno, è l’uso di pochissima acqua per lavarli e quindi si dovrà prestare attenzione ad immergere il panno e a strizzarlo ben bene prima di utilizzarlo.

Un rimedio naturale per rendere il nostro parquet o legno lucido è l’uso del tè verde,che dovrà, come detto prima, esser utilizzato per inumidire il panno col quale si effettuerà la lucidatura.

Se il vostro parquet o legno ha dei segni dovuti allo strofinio derivante dal calpestio, prima di procedere alla lucidatura, si consiglia di cospargere la parte interessata con del bicarbonato e di vaporizzarlo acqua e aceto. Lasciar agire per brevissimo tempo e rimuovere con un panno inumidito e morbido. Magicamente anche i segni svaniranno. Se i segni dovessero esser profondi ,si consiglia di rivolgersi ad un esperto.

Infine, è sempre consigliabile utilizzare dei feltrini per le gambe dei mobili, tavoli ed in particolar modo delle sedie, onde evitare che con il loro spostamento ed il loro peso, il legno abbia a danneggiarsi.

Il divano ed il gatto

Siete amanti degli animali ed avete un gatto che si diverte ad usare il vostro divano come tiragraffi?
In questo articolo cercheremo di aiutarvi ad addomesticare “il tigre”.
Il gatto è un animale estremamente intelligente ed autonomo, ma sovente l’istinto prende il sopravvento e da amico dell’uomo può facilmente diventar nemico degli arredi della casa dell’uomo, in particolare del karup divano letto
A farne le spese sovente sono le gambe dei tavoli, le poltrone ed i divani che diventano per lui, il gatto, una valvola di sfogo dove affilare le proprie unghie.
Allo stato libero questi animali utilizzerebbero le cortecce degli alberi quindi, per cercar di salvare il nostro divano, potremmo prendere un tronchetto di legno o alla malaparata un tiragraffi in vendita nei negozi specializzati.
Occorre sempre dare all’animale delle valide alternative all’utilizzo dei nostri arredi per evitare di stressarlo.
L’occorrente per “addestrare” il gatto si riduce quindi a 3 soli elementi: pazienza (tanta), premietti (biscottini o crocchette) e tiragraffi.
Per prima cosa occorre analizzare quali sono le motivazioni che inducono l’animale a comportarsi in questa maniera. La principale causa è da rinvenirsi nello stress dovuta a cambi repentini di abitudini. Il gatto si sa è un animale abitudinario e stanziale.
Una volta capito che non occorre sgridarlo, con conseguente inasprimento dei comportamenti sgraditi, andranno posizionati uno o più tiragraffi per indurre il micio ad utilizzarli al posto del divano.
Ogni volta che l’animale utilizzerà il tiragraffi dovrà esser ricompensato con una o più crocchette o biscotti. Il gatto deve capire che il comportamento tenuto è quello giusto e per questo noi lo apprezziamo.
La scelta del tiragraffi è importante, sceglietelo con cura, ve ne sono di diverse forme e grandezze. Prendetene uno che permetta al gatto di giocarci, salirci ed arrampicarsi. Il movimento lo aiuterà a gestire lo stress e ricordate che se il tiragraffi vi può sembrare caro lo sarà di più cambiare il divano.
Seguendo queste piccole e semplici regole avrete salvo il divano ed avrete un gatto felice.
Quindi per concludere abbiate pazienza col vostro micio e lui vi ricompenserà col giusto comportamento e con tante fusa.

Lo stile shabby

Lo stile shabby e precisamente shabby chic è uno stile di arredamento di interni che sta prendendo sempre più piede all’interno delle nostre abitazioni.
Lo stile shabby chic, che letteralmente può esser tradotto come “trasandato elegante”, è uno stile di arredo che utilizza mobili che sono “vecchi”, ma non di antiquariato.
Grazie a questa forma di arredamento di interni gli arredatori donano ai vecchi mobili della nonna, che possono esser riutilizzati, una nuova vita.
L’atmosfera che si crea con lo stile shabby chic è un’atmosfera rilassante anche grazie ai colori usati che generalmente sono tenui, dal color crema al nocciola ed dal rosa al bianco panna.
Difatti i mobili rientranti in questa categoria non sono caratterizzati da forme proprie, ma hanno la colorazione ben definita che non deve esser difforme dalle colorazioni pastello, sono vecchi (o fintamente vecchi) e ridipinti di chiaro.
Inoltre, i mobili shabby hanno finti segni di usura danno loro un’aria romantica all’arredamento, ma anche un po’ trasanda.
L’effetto d’insieme, però, non è affatto il trasandato, bensì molto ben curato nei particolari. Infatti lo stile in esame si può ricreare non solo negli arredi ma anche attraverso i complementi e nei piccoli decori degli oggetti qauli ad esempio un portafoto decapato, un portavaso di ferro battuto oppure tessuti chiari con tenui stampe floreali.
Una cucina in stile shabby avrà in vista utensili vintage, mentre nel salotto non potranno mancare le tende di lino o i cuscini ricamati, lampadari classici con gocce di vetro, porcellane bianche. Anche i fiori recisi potranno diventar parte integrante dello stile shabby se riposti in vecchi contenitori di latta usurati dal tempo.

Articolo a cura di SLT Casa, visita https://www.sltcasa.it/