Archivio mensile: aprile 2017

3 tipi di schermi del presente e del futuro

OLED
OLED (diodi organici emettitori di luce) sono gli schermi prediletti per i prodotti di fascia alta, e sono stati in circolazione per anni in smartphone, tablet e altri dispositivi mobili. Come monitor per workstation tradizionali vanno alla grande in quanto sono in grado di produrre incredibilmente immagini ad alta risoluzione su schermi che sono più sottili e più efficienti rispetto tutto ciò che era standard del passato.

OLED utilizza vari materiali organici che emettono luce di un particolare colore quando viene introdotta una corrente elettrica. Inoltre i singoli pixel possono essere spenti completamente per un miglior contrasto bianco e senza precedenti. Tutti i principali produttori di display sono alla ricerca della tecnologia OLED, e si ritiene che sarà una forza trainante nei televisori, monitor e schermi palmari per i prossimi anni.

DISPLAY FLESSIBILI
Uno dei molti vantaggi di OLED è di questa tecnologia (letterale) la flessibilità. I cosiddetti schermi flessibili stanno spuntando in disegni OLED grandi e piccoli. L’aggiunta di lievi curve e bordi perimetrali in alcuni tipi di display può migliorare non solo la qualità dell’immagine, ma anche la dimensione e la durevolezza dello schermo.

Poi ci sono i disegni che vengono veramente piegati. L’anno scorso, la LG Display ha presentato un pannello OLED da 18 pollici così flessibile da poter essere arrotolato come un giornale – a un diametro di tre centimetri – senza perdere la qualità dell’immagine. I principali produttori come LG e Samsung continuano a ricercare e sviluppare display flessibili per smartphone, tablet, monitor e televisori grandi clacson.

 

SCHERMI ALL’APERTO 3D
Poi ci sono le grandi idee in realtà nella tecnologia di visualizzazione emergenti – come un nuovo maxischermo. Nel mese di gennaio, i ricercatori della University of Technology di Vienna in Austria hanno presentato i dettagli di un sistema di visualizzazione per i cartelloni 3D, composti da maxischermi e componenti di digital signage all’aperto.

 

L’infezione da citomegalovirus in gravidanza

E’ il problema che più frequentemente si ha, parlando di infezioni in gravidanza.

Che cosa dà nell’adulto il CMV? Un semplice raffreddore, quindi nessuno sa di avere un’infezione da CMV. È un’infezione tipica da comunità, ed è escreto con le urine dei bimbi (ma, oltre l’urina, è anche presente in altri fluidi corporei: sangue, secrezioni naso-faringee, saliva, secrezioni vaginali, sperma). La fonte più frequente è comunque l’urina dei neonati, in seguito a cistite; basterebbe lavarsi le mani dopo aver cambiato il pannolino. 0,2-2% neonati • sieroconversione in gravidanza: 1-4% (si intendono le donne che sono naive e che si sieroconvertono in gravidanza. Perché un’infezione sia importante dal punto di vista neonatologico, bisogna avere un alto numero di pz gravide naive che possono essere contagiate, perchè se hanno già avuto un contatto prima della gravidanza, il problema non si presenta) • trasmissione: – intrauterina – intrapartum – neonatale con allattamento Quando si ha una infezione materno-fetale: nel 9 su 10 dei casi, il bambino è asintomatico e il 10% di questi avranno sequele tardive, soprattutto deficit uditivo neurosensoriale e ritardo mentale (il CMV è la causa più frequente di sordità); in 1 su 10 dei casi, il neonato è sintomatico e, di questi, il 90% ha problemi neurologici molto gravi: disturbi mentali, psicomotori, deficit visivi, autismo, paresi. DIAGNOSI. In primis, bisogna stabilire se la mamma è stata infettata. Va fatto un test a tutte le donne? No. In italia non si fa lo screening per il CMV. In ogni caso, volendo fare il test, si vanno a cercare delle IgG specifiche contro il CMV, in quanto le IgM specifiche in gravidanza hanno poca importanza; in particolare, le Ig importanti sono le IgG con avidity, che ci dicono che c’è stata un’esposizione negli ultimi tre mesi: si individua così una infezione primaria. Perciò questi esami si fanno nel corso del primo trimestre di gravidanza: se l’avidità è bassa, significa che l’infezione è stata pregravidica e quindi il rischio è infinitesimale. Una volta stabilito che la madre si è sieroconvertita, teoricamente si dovrebbe escludere un’infezione fetale, andando a prelevare liquido amniotico (amniocentesi) e fare una PCR su di esso per riscontrare CMV-DNA. Ma attenzione: feto infetto, non vuole dire feto affetto! Se il feto non è infetto, siamo tranquilli, perchè i rischi di malattia sono infinitesimali; se il feto è infetto, è necessario monitorarlo nel tempo. In realtà anche l’esame ecografico fatto in modo seriato (ogni 2-4 settimane) non ci garantisce che il feto non sia affetto. Quindi si è “solo” in grado di diagnosticare l’avvenuta infezione nella madre e se il feto è stato infettato (e non l’affezione del feto con assoluta certezza). Ad ogni modo, con l’eco si possono vedere dei segni tipici da affezione da CMV: – microcefalia – ventricolomegalia – calcificazioni cerebrali – epatosplenomegalia – iperecogenicita intestinale – idrope – oligoidramnios. MA l’assenza di segni ecografici non garantisce un esito normale della gravidanza. RACCOMANDAZONI • identificare madri; • identificare feti; • lavarsi bene le mani; • lo screening dell’infezione da CMV non deve essere offerto alle donne in gravidanza, poichè non ci sono prove di efficacia a supporto dell’intervento (non abbiamo né terapia né vaccino); • i dati degli studi osservazionali sulla profilassi o terapia con gammaglobuline anti-CMV specifiche disponibili non sono stati confermati da studi clinici controllati randomizzati;
• i farmaci antivirali utilizzabili per l’infezione si sono dimostrati teratogeni negli animali e mancano studi sull’uso in gravidanza (andrebbero testate solo le donne ad alto rischio, ossia le puericultrici e quelle che lavorano nei nidi e scuole elementari).

5 trucchi per mantenere un mobile antico

Non è facile restare belli quando si ha più di 100 anni, soprattutto se si è stati seduti in una cantina o soffitta per gli ultimi decenni.

L’esperto di mobili antichi e restauratore Piran Sigfrido, ci  può aiutare. Egli offre qualche consiglio professionale per mantenere i nostri mobili antichi su misura in gran forma.

1. Proteggerlo da elementi nocivi. L’eccessivo calore, umidità e luce diretta del sole possono fare un sacco di danni ai mobili.

“Cercare di mantenere un’umidità costante [non più di 40 o 60 per cento],” consiglia.

2. Applicare Olio di sapone. Seguite le istruzioni sulla bottiglia e avrete una grande miscela per pulire le superfici in legno sporche.

3. Evitare oli di semi di lino e limone. Si può essere tentati di utilizzare questi prodotti, ma il cappotto del legno attira più sporco.

4. Utilizzare una cera in pasta. Circa una volta all’anno si deve applicare cera in pasta per aggiungere lucentezza e protezione contro gli inquinanti e umidità.

“Assicurarsi di rimuovere la cera in eccesso [per evitare l’accumulo]”, dice Grahn.

5. Affidare il vostro mobile antico danneggiato ad un professionista. Lesinare sulle riparazioni può avere un impatto negativo il valore del tuo pezzo.

 

Articolo realizzato in collaborazione con: Piran Sigfrido – mobili su misura Padova