consigli per la casa

Il divano ed il gatto

Siete amanti degli animali ed avete un gatto che si diverte ad usare il vostro divano come tiragraffi?
In questo articolo cercheremo di aiutarvi ad addomesticare “il tigre”.
Il gatto è un animale estremamente intelligente ed autonomo, ma sovente l’istinto prende il sopravvento e da amico dell’uomo può facilmente diventar nemico degli arredi della casa dell’uomo, in particolare del karup divano letto
A farne le spese sovente sono le gambe dei tavoli, le poltrone ed i divani che diventano per lui, il gatto, una valvola di sfogo dove affilare le proprie unghie.
Allo stato libero questi animali utilizzerebbero le cortecce degli alberi quindi, per cercar di salvare il nostro divano, potremmo prendere un tronchetto di legno o alla malaparata un tiragraffi in vendita nei negozi specializzati.
Occorre sempre dare all’animale delle valide alternative all’utilizzo dei nostri arredi per evitare di stressarlo.
L’occorrente per “addestrare” il gatto si riduce quindi a 3 soli elementi: pazienza (tanta), premietti (biscottini o crocchette) e tiragraffi.
Per prima cosa occorre analizzare quali sono le motivazioni che inducono l’animale a comportarsi in questa maniera. La principale causa è da rinvenirsi nello stress dovuta a cambi repentini di abitudini. Il gatto si sa è un animale abitudinario e stanziale.
Una volta capito che non occorre sgridarlo, con conseguente inasprimento dei comportamenti sgraditi, andranno posizionati uno o più tiragraffi per indurre il micio ad utilizzarli al posto del divano.
Ogni volta che l’animale utilizzerà il tiragraffi dovrà esser ricompensato con una o più crocchette o biscotti. Il gatto deve capire che il comportamento tenuto è quello giusto e per questo noi lo apprezziamo.
La scelta del tiragraffi è importante, sceglietelo con cura, ve ne sono di diverse forme e grandezze. Prendetene uno che permetta al gatto di giocarci, salirci ed arrampicarsi. Il movimento lo aiuterà a gestire lo stress e ricordate che se il tiragraffi vi può sembrare caro lo sarà di più cambiare il divano.
Seguendo queste piccole e semplici regole avrete salvo il divano ed avrete un gatto felice.
Quindi per concludere abbiate pazienza col vostro micio e lui vi ricompenserà col giusto comportamento e con tante fusa.

Lo stile shabby

Lo stile shabby e precisamente shabby chic è uno stile di arredamento di interni che sta prendendo sempre più piede all’interno delle nostre abitazioni.
Lo stile shabby chic, che letteralmente può esser tradotto come “trasandato elegante”, è uno stile di arredo che utilizza mobili che sono “vecchi”, ma non di antiquariato.
Grazie a questa forma di arredamento di interni gli arredatori donano ai vecchi mobili della nonna, che possono esser riutilizzati, una nuova vita.
L’atmosfera che si crea con lo stile shabby chic è un’atmosfera rilassante anche grazie ai colori usati che generalmente sono tenui, dal color crema al nocciola ed dal rosa al bianco panna.
Difatti i mobili rientranti in questa categoria non sono caratterizzati da forme proprie, ma hanno la colorazione ben definita che non deve esser difforme dalle colorazioni pastello, sono vecchi (o fintamente vecchi) e ridipinti di chiaro.
Inoltre, i mobili shabby hanno finti segni di usura danno loro un’aria romantica all’arredamento, ma anche un po’ trasanda.
L’effetto d’insieme, però, non è affatto il trasandato, bensì molto ben curato nei particolari. Infatti lo stile in esame si può ricreare non solo negli arredi ma anche attraverso i complementi e nei piccoli decori degli oggetti qauli ad esempio un portafoto decapato, un portavaso di ferro battuto oppure tessuti chiari con tenui stampe floreali.
Una cucina in stile shabby avrà in vista utensili vintage, mentre nel salotto non potranno mancare le tende di lino o i cuscini ricamati, lampadari classici con gocce di vetro, porcellane bianche. Anche i fiori recisi potranno diventar parte integrante dello stile shabby se riposti in vecchi contenitori di latta usurati dal tempo.

Articolo a cura di SLT Casa, visita https://www.sltcasa.it/

Messa in posa della moquette

In commercio esistono diversi tipi di moquette: quelli più pregiati in pura lana, da posarsi su un sottofondo di feltro, e quelli più economici come gli agugliati. Nel momento in cui decidiamo di rivestire una stanza con la moquette, dobbiamo valutare quale tipo di copertura conviene impiegare ed esaminare se il fondo è adatto a riceverla così come si trova, oppure non siano necessari alcuni lavori preparatori. Se le condizioni sono favorevoli, possiamo provvedere in modo semplice alla posa della moquette che è sicuramente più laboriosa del parquet venezia.

Prima della posa, dobbiamo effettuare una buona pulizia del pavimento. Bisogna verificare che non ci siano imperfezioni o irregolarità, che dovranno eventualmente essere rasate utilizzando la “livellina”, una polvere simile al gesso che si acquista presso i rivenditori di materiale edile e che si scioglie in acqua fino a ottenere una pasta da stendere con una spatola sulle imperfezioni da livellare.

Una volta fatto ciò, possiamo appoggiare il rotolo di moquette sul pavimento, srotolarlo piano e tagliare i teli servendoci di una taglierina ben affilata. Dobbiamo ricordarci di lasciare dei margini di 5-10 centimetri in più per ogni lato. Arrotoliamo nuovamente i teli e li contrassegnamo. Con una spatola a denti larghi, stendiamo la colla per moquette su una superficie di pavimento pari all’ampiezza del primo telo. Il collante non va steso in corrispondenza dei punti in cui si effettueranno le giunzioni tra i teli, lasciamo quindi una fascia di circa 10 centimetri senza colla.

Sulla superficie incollata iniziamo a srotolare il primo telo, camminiamoci sopra piano e a piedi scalzi. Lisciamolo con le mani e battiamolo dolcemente con un martello, assicurandoci che non si siano formate bolle d’aria. Srotoliamo il secondo telo e lo stendiamo sovrapponendolo al primo per 4-5 centimetri. A questo punto passiamo la colla, senza abbondare, anche sulla striscia di pavimento sottostante la giuntura. Riaccostiamo i teli e battiamo leggermente la giunzione con un martello per renderla invisibile. Quando avremo incollato tutta la moquette, tagliamo con il cutter i due scarti (del telo superiore e di quello inferiore) che ne risultano: i due bordi saranno perfettamente a contatto.

Idee Fai Da Te per un Packaging perfetto

Ci sono molti modi per conferire ai nostri pacchi e alle nostre confezioni un’impronta personale e creativa. È bene dare uno sguardo a qualche piccolo accorgimento, economicamente alla portata di tutte le tasche.
Nastro rafia
Il nastro in rafia è un nastro di fibra naturale disponibile in una vasta gamma di colori, ed è conveniente. Utilizzare rafia per avvolgere il vostro pacco darà un effetto creativo al tutto.
Colla
Per la chiusura del pacco aggiungere sempre un sottile strato di colla, infatti fornirà robustezza e consistenza all’involucro.
Carta velina
Tutti sanno che è possibile utilizzare la carta velina all’interno di una scatola, ma è anche possibile usarla come se fosse una bella banda avvolgente. Piegate la carta velina in strisce lunghe e avvolgetela intorno alla scatola. Poi fissatela con del nastro.
Cotton Batting
Desiderate un inserto in cotone naturale per il vostro packaging? Potete basterà recarsi in una rivendita di stoffe.
Glue Dots
I Glue dots non sono altro che delle colle da applicare punto su punto. Si possono trovare colorate e glitterate.
Elastici
Gli elastici sono disponibili in una vasta gamma di colori e disegni ed a Stampa personalizzata .
Dipingere
Per chi ha una buona mano poter disegnare motivi o veri e propri disegni sul nostro packaging risulterà d’impatto. Una soluzione personalizzata e creativa è sempre d’effetto.
Sicuramente possiamo liberare la nostra creatività e immaginazione per confezionare pacchi sempre più attraenti e personalizzati.

Per maggiori informazioni sui traslochi aziende Milano rivolgetevi a Ciesserservices.it

5 trucchi per mantenere un mobile antico

Non è facile restare belli quando si ha più di 100 anni, soprattutto se si è stati seduti in una cantina o soffitta per gli ultimi decenni.

L’esperto di mobili antichi e restauratore Piran Sigfrido, ci  può aiutare. Egli offre qualche consiglio professionale per mantenere i nostri mobili antichi su misura in gran forma.

1. Proteggerlo da elementi nocivi. L’eccessivo calore, umidità e luce diretta del sole possono fare un sacco di danni ai mobili.

“Cercare di mantenere un’umidità costante [non più di 40 o 60 per cento],” consiglia.

2. Applicare Olio di sapone. Seguite le istruzioni sulla bottiglia e avrete una grande miscela per pulire le superfici in legno sporche.

3. Evitare oli di semi di lino e limone. Si può essere tentati di utilizzare questi prodotti, ma il cappotto del legno attira più sporco.

4. Utilizzare una cera in pasta. Circa una volta all’anno si deve applicare cera in pasta per aggiungere lucentezza e protezione contro gli inquinanti e umidità.

“Assicurarsi di rimuovere la cera in eccesso [per evitare l’accumulo]”, dice Grahn.

5. Affidare il vostro mobile antico danneggiato ad un professionista. Lesinare sulle riparazioni può avere un impatto negativo il valore del tuo pezzo.

 

Articolo realizzato in collaborazione con: Piran Sigfrido – mobili su misura Padova