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La manutenzione quotidiana della caldaia

Molti manuntentori e proprietari di case utilizzano liste di controllo per la manutenzione della caldaia per rafforzare la longevità del sistema di riscaldamento dell’edificio. Bisogna assicurarsi della corretta manutenzione delle caldaie, in modo che influisca il più possibile sull’affidabilità.

La conduzione di controlli regolari riduce anche i costi operativi e di energia, aumenta la durata delle apparecchiature e migliora la sicurezza.

Non si deve aspettare che l’ispezione annuale cominci. È possibile utilizzare una checklist per la manutenzione della caldaia quotidiana, mensile e periodica per assicurare che le apparecchiature eseguano il proprio lavoro nel modo più efficiente possibile. È anche importante che la vostra caldaia sia ispezionata almeno una volta all’anno o all’avvio da un tecnico certificato, come quelli di Emmetre Clima Service specializzati nell’ assistenza caldaie bergamo.

Nel frattempo, utilizzare la seguente lista di controllo della manutenzione quotidiana della caldaia come guida generale per la manutenzione preventiva.

Lista di controllo quotidiano di manutenzione della caldaia
Quando si tratta di manutenzione delle caldaie, sono le piccole cose che contano. Mentre la maggior parte delle persone pensa che la manutenzione della caldaia sia da eseguire volta al mese o due volte l’anno, è possibile utilizzare ogni giorno la lista di manutenzione quotidiana della caldaia per ottenere il massimo dalla propria attrezzatura, vediamo cosa fare:

– Ispezionare attorno e sotto l’attrezzatura della caldaia per verificare se ci sono perdite d’acqua.
– Assicurarsi che l’area attorno alla caldaia sia libera e priva di materiali che possono causare ostruzione.
– Controllare le letture di temperatura e / o le letture di pressione per assicurarsi che tutti i valori siano ottimali.
– Guardare attentamente per eventuali codici di errore o codici di servizio sul pannello di visualizzazione, se del tutto applicabile.
– Se si notano codici di errore, annotarli e consegnarli al contraente del servizio.
– Assicurarsi che la terminazione dello sfiato non sia ostruita o bloccata con detriti, ghiaccio o neve.
– Ispezionare l’apertura dell’aria di combustione per i blocchi.
– Ascoltare da vicino le vibrazioni oi rumori insoliti della strumentazione.

Oltre alla lista di controllo quotidiano di manutenzione della caldaia, è possibile effettuare una visita più intensiva una volta al mese. Meglio però affidarsi in questo caso a personale specializzato.

Come pulire un pavimento in legno o in parquet.

I pavimenti in legno o in parquet sono decisamente delicati.

Per effettuarne la pulizia si dovrà quindi prestare attenzione al fine di evitare di arrecar danno al nobile materiale di cui sono fatti. Il legno infatti rischia di rovinarsi facilmente a causa di un eccessivo contatto con l’acqua o con sostanze aggressive, meglio un pavimento sporco che un pavimento rovinato!

In questo breve articolo vedremo come prenderci cura dei nostri pavimenti in legno o in parquet.

La prima pulizia dei pavimenti in legno padova deve esser effettuata con un panno in microfibra, che risulta molto morbido e quindi adatto a questo compito. Esso dovrà esser inumidito in modo da raccoglier su di se tutte le impurità che si possono esser adagiate a terra, quali la polvere.

Una volta pulita la superficie si potrà procedere alla reale manutenzione del nostro legno attraverso specifici olii essenziali che ridoneranno corpo ed elasticità a questo materiale.

Anche l’olio, si prenda nota, non dovrà esser usato al naturale, ma dovrà esser diluito in acqua come nelle descrizioni del prodotto che si andrà ad usare.

Per una pulizia più approfondita si consiglia di usare il sapone di marsiglia che dovrà esser disciolto in acqua. Regola aurea, in campo di pavimenti legno, è l’uso di pochissima acqua per lavarli e quindi si dovrà prestare attenzione ad immergere il panno e a strizzarlo ben bene prima di utilizzarlo.

Un rimedio naturale per rendere il nostro parquet o legno lucido è l’uso del tè verde,che dovrà, come detto prima, esser utilizzato per inumidire il panno col quale si effettuerà la lucidatura.

Se il vostro parquet o legno ha dei segni dovuti allo strofinio derivante dal calpestio, prima di procedere alla lucidatura, si consiglia di cospargere la parte interessata con del bicarbonato e di vaporizzarlo acqua e aceto. Lasciar agire per brevissimo tempo e rimuovere con un panno inumidito e morbido. Magicamente anche i segni svaniranno. Se i segni dovessero esser profondi ,si consiglia di rivolgersi ad un esperto.

Infine, è sempre consigliabile utilizzare dei feltrini per le gambe dei mobili, tavoli ed in particolar modo delle sedie, onde evitare che con il loro spostamento ed il loro peso, il legno abbia a danneggiarsi.

Il divano ed il gatto

Siete amanti degli animali ed avete un gatto che si diverte ad usare il vostro divano come tiragraffi?
In questo articolo cercheremo di aiutarvi ad addomesticare “il tigre”.
Il gatto è un animale estremamente intelligente ed autonomo, ma sovente l’istinto prende il sopravvento e da amico dell’uomo può facilmente diventar nemico degli arredi della casa dell’uomo, in particolare del karup divano letto
A farne le spese sovente sono le gambe dei tavoli, le poltrone ed i divani che diventano per lui, il gatto, una valvola di sfogo dove affilare le proprie unghie.
Allo stato libero questi animali utilizzerebbero le cortecce degli alberi quindi, per cercar di salvare il nostro divano, potremmo prendere un tronchetto di legno o alla malaparata un tiragraffi in vendita nei negozi specializzati.
Occorre sempre dare all’animale delle valide alternative all’utilizzo dei nostri arredi per evitare di stressarlo.
L’occorrente per “addestrare” il gatto si riduce quindi a 3 soli elementi: pazienza (tanta), premietti (biscottini o crocchette) e tiragraffi.
Per prima cosa occorre analizzare quali sono le motivazioni che inducono l’animale a comportarsi in questa maniera. La principale causa è da rinvenirsi nello stress dovuta a cambi repentini di abitudini. Il gatto si sa è un animale abitudinario e stanziale.
Una volta capito che non occorre sgridarlo, con conseguente inasprimento dei comportamenti sgraditi, andranno posizionati uno o più tiragraffi per indurre il micio ad utilizzarli al posto del divano.
Ogni volta che l’animale utilizzerà il tiragraffi dovrà esser ricompensato con una o più crocchette o biscotti. Il gatto deve capire che il comportamento tenuto è quello giusto e per questo noi lo apprezziamo.
La scelta del tiragraffi è importante, sceglietelo con cura, ve ne sono di diverse forme e grandezze. Prendetene uno che permetta al gatto di giocarci, salirci ed arrampicarsi. Il movimento lo aiuterà a gestire lo stress e ricordate che se il tiragraffi vi può sembrare caro lo sarà di più cambiare il divano.
Seguendo queste piccole e semplici regole avrete salvo il divano ed avrete un gatto felice.
Quindi per concludere abbiate pazienza col vostro micio e lui vi ricompenserà col giusto comportamento e con tante fusa.

Lo stile shabby

Lo stile shabby e precisamente shabby chic è uno stile di arredamento di interni che sta prendendo sempre più piede all’interno delle nostre abitazioni.
Lo stile shabby chic, che letteralmente può esser tradotto come “trasandato elegante”, è uno stile di arredo che utilizza mobili che sono “vecchi”, ma non di antiquariato.
Grazie a questa forma di arredamento di interni gli arredatori donano ai vecchi mobili della nonna, che possono esser riutilizzati, una nuova vita.
L’atmosfera che si crea con lo stile shabby chic è un’atmosfera rilassante anche grazie ai colori usati che generalmente sono tenui, dal color crema al nocciola ed dal rosa al bianco panna.
Difatti i mobili rientranti in questa categoria non sono caratterizzati da forme proprie, ma hanno la colorazione ben definita che non deve esser difforme dalle colorazioni pastello, sono vecchi (o fintamente vecchi) e ridipinti di chiaro.
Inoltre, i mobili shabby hanno finti segni di usura danno loro un’aria romantica all’arredamento, ma anche un po’ trasanda.
L’effetto d’insieme, però, non è affatto il trasandato, bensì molto ben curato nei particolari. Infatti lo stile in esame si può ricreare non solo negli arredi ma anche attraverso i complementi e nei piccoli decori degli oggetti qauli ad esempio un portafoto decapato, un portavaso di ferro battuto oppure tessuti chiari con tenui stampe floreali.
Una cucina in stile shabby avrà in vista utensili vintage, mentre nel salotto non potranno mancare le tende di lino o i cuscini ricamati, lampadari classici con gocce di vetro, porcellane bianche. Anche i fiori recisi potranno diventar parte integrante dello stile shabby se riposti in vecchi contenitori di latta usurati dal tempo.

Articolo a cura di SLT Casa, visita https://www.sltcasa.it/

Messa in posa della moquette

In commercio esistono diversi tipi di moquette: quelli più pregiati in pura lana, da posarsi su un sottofondo di feltro, e quelli più economici come gli agugliati. Nel momento in cui decidiamo di rivestire una stanza con la moquette, dobbiamo valutare quale tipo di copertura conviene impiegare ed esaminare se il fondo è adatto a riceverla così come si trova, oppure non siano necessari alcuni lavori preparatori. Se le condizioni sono favorevoli, possiamo provvedere in modo semplice alla posa della moquette che è sicuramente più laboriosa del parquet venezia.

Prima della posa, dobbiamo effettuare una buona pulizia del pavimento. Bisogna verificare che non ci siano imperfezioni o irregolarità, che dovranno eventualmente essere rasate utilizzando la “livellina”, una polvere simile al gesso che si acquista presso i rivenditori di materiale edile e che si scioglie in acqua fino a ottenere una pasta da stendere con una spatola sulle imperfezioni da livellare.

Una volta fatto ciò, possiamo appoggiare il rotolo di moquette sul pavimento, srotolarlo piano e tagliare i teli servendoci di una taglierina ben affilata. Dobbiamo ricordarci di lasciare dei margini di 5-10 centimetri in più per ogni lato. Arrotoliamo nuovamente i teli e li contrassegnamo. Con una spatola a denti larghi, stendiamo la colla per moquette su una superficie di pavimento pari all’ampiezza del primo telo. Il collante non va steso in corrispondenza dei punti in cui si effettueranno le giunzioni tra i teli, lasciamo quindi una fascia di circa 10 centimetri senza colla.

Sulla superficie incollata iniziamo a srotolare il primo telo, camminiamoci sopra piano e a piedi scalzi. Lisciamolo con le mani e battiamolo dolcemente con un martello, assicurandoci che non si siano formate bolle d’aria. Srotoliamo il secondo telo e lo stendiamo sovrapponendolo al primo per 4-5 centimetri. A questo punto passiamo la colla, senza abbondare, anche sulla striscia di pavimento sottostante la giuntura. Riaccostiamo i teli e battiamo leggermente la giunzione con un martello per renderla invisibile. Quando avremo incollato tutta la moquette, tagliamo con il cutter i due scarti (del telo superiore e di quello inferiore) che ne risultano: i due bordi saranno perfettamente a contatto.