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Come dipingere una barca

Quando la vostra barca inizia a perder di colore a causa dei diversi anni passati in acqua, vi troverete di fronte a due scelte: portare l’imbarcazione presso un rimessaggio che opererà al restauro della stessa o procedere da soli come dei veri lupi di mare.
Qualora optiate per la seconda ipotesi sappiate che dovrete armarmi di pazienza poiché detta attività richiederà tempo e fatica, ma il risultato finale vi renderà estremamente felici e soddisfatti.
Per procedere alla messa a nuovo della vostra imbarcazione occorrerà procedere nel seguente modo:

Preparazione della barca

1 – Pulire accuratamente la barca.

2 – Utilizzare un solvente per rimuovere il rivestimento ceroso dalla barca.

3 – Effettuare eventuali riparazioni necessarie alla superficie della barca. Riempire qualsiasi incrinatura, crepe o corrosione prima di iniziare a dipingere per evitare buchi o imperfezioni nel lavoro di vernice finale.
Assicurarsi di riempire i fori con epossidico marino nei negozi di ferramenta e barca.

4 – Carteggiare lo scafo o la parte da trattarsi

Dipingere la barca

A – Verniciare in un giorno asciutto e fresco per ottenere i migliori risultati.

B – Scegli la vernice giusta per la tua barca.

C – Applicare il primer. (assicurarsi che il primer sia compatibile con la vernice che si andrà ad utilizzare)

D – Dipingere la barca con un rullo e pennello. (si consiglia l’uso del pennello per le rifiniture)

E – Carteggiare leggermente la vernice una volta asciugata al fine di ottenere una superficie liscia ed omogenea.

F – Applicare 2-3 strati di vernice. Carteggiare nuovamente per render l’imbarcazione liscia.

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Messa in posa della moquette

In commercio esistono diversi tipi di moquette: quelli più pregiati in pura lana, da posarsi su un sottofondo di feltro, e quelli più economici come gli agugliati. Nel momento in cui decidiamo di rivestire una stanza con la moquette, dobbiamo valutare quale tipo di copertura conviene impiegare ed esaminare se il fondo è adatto a riceverla così come si trova, oppure non siano necessari alcuni lavori preparatori. Se le condizioni sono favorevoli, possiamo provvedere in modo semplice alla posa della moquette che è sicuramente più laboriosa del parquet venezia.

Prima della posa, dobbiamo effettuare una buona pulizia del pavimento. Bisogna verificare che non ci siano imperfezioni o irregolarità, che dovranno eventualmente essere rasate utilizzando la “livellina”, una polvere simile al gesso che si acquista presso i rivenditori di materiale edile e che si scioglie in acqua fino a ottenere una pasta da stendere con una spatola sulle imperfezioni da livellare.

Una volta fatto ciò, possiamo appoggiare il rotolo di moquette sul pavimento, srotolarlo piano e tagliare i teli servendoci di una taglierina ben affilata. Dobbiamo ricordarci di lasciare dei margini di 5-10 centimetri in più per ogni lato. Arrotoliamo nuovamente i teli e li contrassegnamo. Con una spatola a denti larghi, stendiamo la colla per moquette su una superficie di pavimento pari all’ampiezza del primo telo. Il collante non va steso in corrispondenza dei punti in cui si effettueranno le giunzioni tra i teli, lasciamo quindi una fascia di circa 10 centimetri senza colla.

Sulla superficie incollata iniziamo a srotolare il primo telo, camminiamoci sopra piano e a piedi scalzi. Lisciamolo con le mani e battiamolo dolcemente con un martello, assicurandoci che non si siano formate bolle d’aria. Srotoliamo il secondo telo e lo stendiamo sovrapponendolo al primo per 4-5 centimetri. A questo punto passiamo la colla, senza abbondare, anche sulla striscia di pavimento sottostante la giuntura. Riaccostiamo i teli e battiamo leggermente la giunzione con un martello per renderla invisibile. Quando avremo incollato tutta la moquette, tagliamo con il cutter i due scarti (del telo superiore e di quello inferiore) che ne risultano: i due bordi saranno perfettamente a contatto.

Idee Fai Da Te per un Packaging perfetto

Ci sono molti modi per conferire ai nostri pacchi e alle nostre confezioni un’impronta personale e creativa. È bene dare uno sguardo a qualche piccolo accorgimento, economicamente alla portata di tutte le tasche.
Nastro rafia
Il nastro in rafia è un nastro di fibra naturale disponibile in una vasta gamma di colori, ed è conveniente. Utilizzare rafia per avvolgere il vostro pacco darà un effetto creativo al tutto.
Colla
Per la chiusura del pacco aggiungere sempre un sottile strato di colla, infatti fornirà robustezza e consistenza all’involucro.
Carta velina
Tutti sanno che è possibile utilizzare la carta velina all’interno di una scatola, ma è anche possibile usarla come se fosse una bella banda avvolgente. Piegate la carta velina in strisce lunghe e avvolgetela intorno alla scatola. Poi fissatela con del nastro.
Cotton Batting
Desiderate un inserto in cotone naturale per il vostro packaging? Potete basterà recarsi in una rivendita di stoffe.
Glue Dots
I Glue dots non sono altro che delle colle da applicare punto su punto. Si possono trovare colorate e glitterate.
Elastici
Gli elastici sono disponibili in una vasta gamma di colori e disegni ed a Stampa personalizzata .
Dipingere
Per chi ha una buona mano poter disegnare motivi o veri e propri disegni sul nostro packaging risulterà d’impatto. Una soluzione personalizzata e creativa è sempre d’effetto.
Sicuramente possiamo liberare la nostra creatività e immaginazione per confezionare pacchi sempre più attraenti e personalizzati.

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3 tipi di schermi del presente e del futuro

OLED
OLED (diodi organici emettitori di luce) sono gli schermi prediletti per i prodotti di fascia alta, e sono stati in circolazione per anni in smartphone, tablet e altri dispositivi mobili. Come monitor per workstation tradizionali vanno alla grande in quanto sono in grado di produrre incredibilmente immagini ad alta risoluzione su schermi che sono più sottili e più efficienti rispetto tutto ciò che era standard del passato.

OLED utilizza vari materiali organici che emettono luce di un particolare colore quando viene introdotta una corrente elettrica. Inoltre i singoli pixel possono essere spenti completamente per un miglior contrasto bianco e senza precedenti. Tutti i principali produttori di display sono alla ricerca della tecnologia OLED, e si ritiene che sarà una forza trainante nei televisori, monitor e schermi palmari per i prossimi anni.

DISPLAY FLESSIBILI
Uno dei molti vantaggi di OLED è di questa tecnologia (letterale) la flessibilità. I cosiddetti schermi flessibili stanno spuntando in disegni OLED grandi e piccoli. L’aggiunta di lievi curve e bordi perimetrali in alcuni tipi di display può migliorare non solo la qualità dell’immagine, ma anche la dimensione e la durevolezza dello schermo.

Poi ci sono i disegni che vengono veramente piegati. L’anno scorso, la LG Display ha presentato un pannello OLED da 18 pollici così flessibile da poter essere arrotolato come un giornale – a un diametro di tre centimetri – senza perdere la qualità dell’immagine. I principali produttori come LG e Samsung continuano a ricercare e sviluppare display flessibili per smartphone, tablet, monitor e televisori grandi clacson.

 

SCHERMI ALL’APERTO 3D
Poi ci sono le grandi idee in realtà nella tecnologia di visualizzazione emergenti – come un nuovo maxischermo. Nel mese di gennaio, i ricercatori della University of Technology di Vienna in Austria hanno presentato i dettagli di un sistema di visualizzazione per i cartelloni 3D, composti da maxischermi e componenti di digital signage all’aperto.

 

L’infezione da citomegalovirus in gravidanza

E’ il problema che più frequentemente si ha, parlando di infezioni in gravidanza.

Che cosa dà nell’adulto il CMV? Un semplice raffreddore, quindi nessuno sa di avere un’infezione da CMV. È un’infezione tipica da comunità, ed è escreto con le urine dei bimbi (ma, oltre l’urina, è anche presente in altri fluidi corporei: sangue, secrezioni naso-faringee, saliva, secrezioni vaginali, sperma). La fonte più frequente è comunque l’urina dei neonati, in seguito a cistite; basterebbe lavarsi le mani dopo aver cambiato il pannolino. 0,2-2% neonati • sieroconversione in gravidanza: 1-4% (si intendono le donne che sono naive e che si sieroconvertono in gravidanza. Perché un’infezione sia importante dal punto di vista neonatologico, bisogna avere un alto numero di pz gravide naive che possono essere contagiate, perchè se hanno già avuto un contatto prima della gravidanza, il problema non si presenta) • trasmissione: – intrauterina – intrapartum – neonatale con allattamento Quando si ha una infezione materno-fetale: nel 9 su 10 dei casi, il bambino è asintomatico e il 10% di questi avranno sequele tardive, soprattutto deficit uditivo neurosensoriale e ritardo mentale (il CMV è la causa più frequente di sordità); in 1 su 10 dei casi, il neonato è sintomatico e, di questi, il 90% ha problemi neurologici molto gravi: disturbi mentali, psicomotori, deficit visivi, autismo, paresi. DIAGNOSI. In primis, bisogna stabilire se la mamma è stata infettata. Va fatto un test a tutte le donne? No. In italia non si fa lo screening per il CMV. In ogni caso, volendo fare il test, si vanno a cercare delle IgG specifiche contro il CMV, in quanto le IgM specifiche in gravidanza hanno poca importanza; in particolare, le Ig importanti sono le IgG con avidity, che ci dicono che c’è stata un’esposizione negli ultimi tre mesi: si individua così una infezione primaria. Perciò questi esami si fanno nel corso del primo trimestre di gravidanza: se l’avidità è bassa, significa che l’infezione è stata pregravidica e quindi il rischio è infinitesimale. Una volta stabilito che la madre si è sieroconvertita, teoricamente si dovrebbe escludere un’infezione fetale, andando a prelevare liquido amniotico (amniocentesi) e fare una PCR su di esso per riscontrare CMV-DNA. Ma attenzione: feto infetto, non vuole dire feto affetto! Se il feto non è infetto, siamo tranquilli, perchè i rischi di malattia sono infinitesimali; se il feto è infetto, è necessario monitorarlo nel tempo. In realtà anche l’esame ecografico fatto in modo seriato (ogni 2-4 settimane) non ci garantisce che il feto non sia affetto. Quindi si è “solo” in grado di diagnosticare l’avvenuta infezione nella madre e se il feto è stato infettato (e non l’affezione del feto con assoluta certezza). Ad ogni modo, con l’eco si possono vedere dei segni tipici da affezione da CMV: – microcefalia – ventricolomegalia – calcificazioni cerebrali – epatosplenomegalia – iperecogenicita intestinale – idrope – oligoidramnios. MA l’assenza di segni ecografici non garantisce un esito normale della gravidanza. RACCOMANDAZONI • identificare madri; • identificare feti; • lavarsi bene le mani; • lo screening dell’infezione da CMV non deve essere offerto alle donne in gravidanza, poichè non ci sono prove di efficacia a supporto dell’intervento (non abbiamo né terapia né vaccino); • i dati degli studi osservazionali sulla profilassi o terapia con gammaglobuline anti-CMV specifiche disponibili non sono stati confermati da studi clinici controllati randomizzati;
• i farmaci antivirali utilizzabili per l’infezione si sono dimostrati teratogeni negli animali e mancano studi sull’uso in gravidanza (andrebbero testate solo le donne ad alto rischio, ossia le puericultrici e quelle che lavorano nei nidi e scuole elementari).